Gran Premio Nuvolari | 18-21 Settembre 2008

/granpremionuvolari_2008

GRAN PREMIO NUVOLARI

18-21 Settembre

 

Per un «amatore nemmeno dilettante» delle «vecchie» automobili (usando già un termine che inorridirà i bugattisti), le vetture che partecipano a raduni, kermesse o corse come il Gp Nuvolari «possono sembrare delle ferraglie, delle macchine da caffè», come diceva scherzando chi mi ha proposto di scrivere questo articolo. Costui, tuttavia, non immaginava quanto il paragone potesse essere prossimo alla verità. E, certo, non in senso spregiativo.

Come quelle antiche caffettiere napoletane, infatti (quelle che ai novizi sembrano essere costruite all’incontrario), anche le auto d’epoca provocano una sorta di sgomento, un senso di non appartenenza e d’inferiorità ad un primo approccio. Scivolare sotto un veicolo meccanico incute lo stesso rispetto, lo stesso timore reverenziale che si può provare sotto il Vesuvio, in una cucina d’altri tempi, dove una mamma tipicamente italiana sfruguglia attentamente con il livello della fiammella perdendosi in minuziose e impercettibili operazioni, tanto apparentemente inutili quanto all’essenza decisive per la fragranza della scura bevanda alla caffeina.

A poco serve fingere una qualsivoglia conoscenza del mezzo: se i ruoli s’invertono, statene certi, il vostro caffè non verrà bevuto e in un attimo verrete ricacciati al vostro posto. Simili sensazioni si possono esperire anche entrando in un negozio di strumenti musicali o salendo su un diciotto metri poco prima di una regata. Difficile è dunque, per i neofiti, riuscire a muoversi in questi delicati contesti, tra loro così diversi e allo stesso tempo così simili. Arduo tentare di fare qualcosa che non sia o nascondersi o sovraesporsi, con inutili adulazioni verso i liutai, i velisti, gli appassionati d’auto d’epoca e le mamme partenopee.

Ciò nonostante, le doti di chi maneggia ingranaggi, respira carburatori e lucida carrozzerie non possono essere così semplicemente archiviate. Perché se qualcosa si può imparare subito è che c’è chi l’auto d’epoca la sfoggia giusto nelle occasioni mondane e chi, i motori e i dettagli, li conosce davvero, in una passione prossima al rapporto simbiotico, quello stesso che talvolta può portare le mogli alla disperazione.

Ma, terminata questa lunga introduzione, alla partenza mantovana di piazza Sordello del Gran Premio Nuvolari, non si vedono tanti meccanici: gli interventi da fare sono già tutti stati fatti, al massimo ci si lascia andare a qualche scenica apertura di cofano più per la curiosità degli appassionati che non per modifiche tecniche dell’ultimo momento. Solo i più attrezzati si cimentano in artistiche composizioni di quadri cronometrici, che il copilota terrà d’occhio nelle prove che si appresta ad affrontare in una tre giorni che, per la maggioranza degli iscritti, è soprattutto un’occasione per spolverare il veicolo, palpare un clima di festa e mettersi in mostra sulle strade che dalla città del Mincio portano a piazza del Campo a Siena. Attraverso gli Appennini, la Romagna e gli innumerevoli ducati, marchesati e comuni che compongono la nostra amata penisola.

Da brava matricola, mi sono dilettato a tagliare parti del percorso, ammetto, con una certa perizia nell’uso delle mappe, per potermi ritorvare in mezzo al gruppone o, ancor meglio, in testa alla corsa a respirare l’aria d’alta classifica. Tornando al paragone della vela, sarebbe forse come accendere il motore in boa per evitare complicate situazioni in un contesto di bonaccia; meglio tralasciare. Ma se in una regata gli scafi più tecnologici facilmente dominano le acque, per qualche strana ragione, là davanti, al comando del plotone del Gp Nuvolari, mi sembrava ci fossero sempre e solo le auto più datate.

Salendo sulle colline che dalla Toscana riconducevano a Rimini, sfrecciavano soltanto Bugatti con le loro ruote «storte», vetture militari piene di borsoni e roba che pende da ogni parte, Amilcar, Bentley, Mg, Riley, ecc. Mi si ricorderà che si sta parlando di una gara di regolarità, piuttosto che di velocità, tuttavia i brividi e le emozioni sentite al passagio delle storiche vetture erano dovute più alle spericolatezze dei piloti e alla loro, ai miei occhi, folle andatura che alla loro, comunque innegabile, bellezza meccanica. Forse gli audaci conducenti si lasciavano andare tra una prova cronometrata e l’altra, mostrando, a modo loro, i muscoli. Perché i cavalli di certo non mancano, e nemmeno le ali.

Al contrario dietro si mischiavano le auto più «fighette»: spiderine, Porsche, Alfa Romeo e Mercedes, mentre in una strana opposizione moderno-classico le nuove Audi, Bmw e Lamborghini dell’organizzazione e dei media, generavano scompiglio con i loro sorpassi e le loro manovre al limite nelle retrovie.

Cresciuto tra l’odore dell’olio e le tute blu e le buche e le riparazioni, parecipare alla corsa è stato per me come un tuffo nel passato. Ho riscoperto qualcosa che al di là della conoscenza, della passione e dell’esperienza, rimane innato: la si chiami predisposizione, propensione, passaporto biologico, deformazione educativa o quant’altro. Certo è però che, in qualche modo, queste auto sono dentro di me, anche se in un universo più discreto, meno mondano e meno gioviale di quello dei partecipanti.

L’amore per l’ingranaggio, riuscire a sentire un sentimento guardando un coppa dell’olio anche se non si sa bene a cosa serva sono cose strane a chi non vive il pianeta dell’automobile storica e, forse, sono talvolta incomprensibili anche a chi, in questo mondo, ci sguazza. Si tratta di una forma d’arte così speciale, così unica, così diversa da ogni altra esperienza artistica perché permette di mischiare epoca e pennelli, stili e provenienza.

L’opera si distingue solo per il suo reale valore, sia esso tecnico o soltanto estetico. E se negli occhi rimane a lungo quell’inconfondibile azzurro, tutto Bugatti, che colorava i modellini con cui si giocava da piccoli, che altro fare se non portare rispetto?

G. V.

Grazie a tutti gli amici che hanno partecipato, a chi ci ha sostenuto, e allo staff che ha reso possibile questo evento indimenticabile.

  … VIVE LA MARQUE!!!

 

GALLERY

{gallery}stories/eventi/2008/nuvolari_2008/gallery/{/gallery}

 

 

Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza sul nostro sito.