BUGATTI A PIACENZA
Piacenza 20-22 Aprile 2007
La nostra avventura primaverile che ci ha portato nella terra di passaggio e unione tra il nord padano e il mare e fra l’Emilia Romagna e la Lombardia: i territori di Parma e Piacenza.
Terre ricche e generose che hanno sempre avuto nei secoli una grande importanza sia strategica che culturale ed che oggi sono la sede di importanti industrie ed aziende artigianali che, con i loro prodotti, hanno reso famoso il territorio in tutto il mondo.
Appena la cresta Appeninica inizia a salire, tra Parma e Piacenza si estende un territorio pieno di fascino: attraverseremo con le Bugatti tortuose colline che collegano valli verdeggianti ad alture boscose. Questi improvvisi cambiamenti di paesaggio, dalla pianura agli appennini, offrono possibilità di soggiorno gradevoli in ogni periodo dell’anno.
Tra le nostre mete, il suggestivo villaggio neo-medioevale di Grazzano Visconti, un vero e proprio salto nel passato e fulcro della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, che ci ha portato anche in Val d’Enza, Val Parma, Val Baganza e Val Taro. Non sono naturalmente mancate una visita al sito archeologico di Veleia, fondato già nel 1760 per conservare i reperti di epoca romana provenienti dal territorio parmense e al bellissimo complesso monastico dell’Abbazia di Chiaravalle.
Grazie a tutti gli amici che hanno partecipato, a chi ci ha sostenuto, e allo staff che ha reso possibile questo evento indimenticabile.
… VIVE LA MARQUE!!!
GALLERY
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Diario di viaggio
Primo giorno
Partendo da Piacenza, la prima tappa d’obbligo è a Grazzano Visconti, un piccolo centro in stile medievale voluto da Giuseppe Visconti di Modrone agli inizi del Novecento sulle ceneri del trecentesco borgo. Nelle immediate vicinanze di Grazzano, un primo assaggio della ricca tradizione culinaria della zona può aversi visitando a Podenzano il Salumificio Fiocchi (tel. 0523 556171), che offre coppa, pancetta e salame rigorosamente Dop. Nei dintorni, meritano una visita i castelli di Rivalta, a nord-ovest e Paderna, a nord est di Grazzano.
Il castello di Rivalta, sulle rive del Trebbia, appartiene al borgo fortificato che ne riprende il nome sorto poco dopo l’anno Mille. In zona, da non perdere la sosta a Scrivellano di Travo presso l’azienda agricola Il Poggiarello (tel. 0523 957241), attiva da 1882, per un ”assaggio“ di qualità della produzione vitivinicola della zona, tutelata dal Consorzio vini Doc Colli Piacentini. Il Poggiarello è inserito in un bell’edificio rustico ottocentesco, completo di taverna e cantina. L’altro castello, quello di Paderna (tel. 0523 511645), risale al IX secolo ed è un bell’esempio di dimora fortificata. Racchiude al suo interno una corte agricola, con tanto di fattoria specializzata in agricoltura biologica gestita dalla marchesa Luisa Casali, l’attuale proprietaria.
Degna di nota anche la chiesa di Santa Maria. Qualche chilometro a nord di Paderna, in località Roveleto di Cadeo, sosta gastronomica all’Hotel & Loisirs Le Ruote (tel. 0523 500427), nato ai primi del 1900 e oggi avveniristico albergo-ristorante in vetro cemento, che propone cucina tipica piacentina e vini Doc. Proseguendo in direzione di Vigolzone, si tocca quindi Ponte dell’Olio, ove si può visitare l’azienda agricola I Perinelli (tel. 0523 571610), appartenente alla stessa famiglia Perini che possiede anche il Poggiarello. Si raggiunge quindi Bettola, famosa fin dai tempi antichi per essere il punto di ristoro (si contavano 33 osterie e numerose locande) dei viandanti che qui sostavano prima di riprendere la marcia verso la Liguria. Siamo nel cuore della val Nure, fiume che taglia in due la provincia di Piacenza. Da Bettola si punta a nord-est, fino a raggiungere il sito archeologico di Veleia.
La strada risale quindi fino a Castell’Arquato, imponente opera difensiva edificata nella metà del 1300 sulle fondamenta dell’antico Castrum del III secolo a.C. Lugagnano Val d’Arda si trova lungo l’antico tracciato della Via Francigena piacentina ed è oggi legato soprattutto alla produzione della coppa piacentina. Procedendo in un paesaggio caratterizzato dai calanchi ricchi di fossili, si giunge infine in prossimità di quel gioiello di architettura medievale che è il borgo di Vigoleno, racchiuso fra mura merlate che si stagliano a picco sul fiume Stirone. La giornata volge al termine, anche se un’ultima tappa rigenerante può portare – qualche chilometro a est di Vigoleno – fino a Salsomaggiore Terme.
Per cena, i sapori della cucina piacentina sono di casa ad Alseno, presso il ristorante Giovanni. In menù salumi della casa e culatello, tortelli di ortica al burro fuso, trancio di storione al Gutturnio e, per finire, una fetta di sbrisolona. Ampia selezione di vini Doc locali e di distillati e un’atmosfera familiare ma molto attenta completano la carta d’identità del locale.
Secondo giorno
Si comincia con Castelnuovo Fogliani (tel. 0523 947112, visitabile su prenotazione), dove si possono ammirare i resti di un maestoso castello. Oggi, dopo essere stato trasformato in dimora di lusso, è proprietà dell’Istituto Toniolo, che vi ospita seminari e conferenze. Oltrepassata Alseno, si giunge all’abbazia Cistercense di Chiaravalle della Colomba, fra i maggiori complessi monastici italiani. Un assaggio di natura può portare in direzione nord-ovest fino a Caorso, ove passeggiare sulle rive del Po fra salici, piccole imbarcazioni e case colorate. Si arriva nei pressi di ”Arturo“, la centrale elettronucleare dismessa dal gennaio 1987, proseguendo fino al castello di San Pietro in Cerro, che oggi ospita il Museum in Motion dedicato all’arte contemporanea visitabile su prenotazione (tel. 0523 983711).
Giunti a Busseto, una deviazione di una decina di chilometri a nord-est può portare a Zibello, centro di produzione del famoso culatello. Roncole Verdi è famosa non soltanto per conservare la casa natale del compositore (tel. 0524 97450), ma anche per essere la patria di Giovanni Guareschi. Nella casa dove lo scrittore visse è stata allestita una mostra permanente, il Club dei Ventitrè (via Processione 160, tel. 0524 91642), voluta dai figli dello scrittore, che ne hanno catalogato tutte le opere. Da Roncole Verdi la rocca Meli Lupi di Soragna è a un tiro di schioppo.
La tappa successiva permette di visitare la quattrocentesca rocca Sanvitale di Fontanellato (tel. 0521 822346-823220), situata al centro del paese. Da qui può partire anche una bella escursione in bicicletta, che in 21 chilometri di percorso conduce fino a Parma passando per Bellena, Ponte Taro e San Pancrazio. L’itinerario fra i castelli non può che concludersi degnamente a Colorno.
Chi ama la natura può approfittare dell’occasione per visitare il parco fluviale del Taro, l’oasi dei boschi di Carrega e il Museo della Civiltà Contadina a Ozzano Taro.
Serata di charme a Villa Maria Luigia, a Collecchio, dimora dell’Ottocento dove vengono serviti piatti in perfetto equilibrio fra la tradizione locale e una fantasia tutta personale. Fra i ”must“, filetti di tonno scottati con tartara alle olive taggiasche, guanciale di maiale al limone con riso, tortino di cioccolato Chuao al pepe rosa.
Terzo giorno
La via del gusto riparte da Sala Baganza, un bel borgo che conserva la rocca duecentesca ove la domenica prima di Pentecoste si premia la miglior malvasia dei colli di Parma. Una tappa da non perdere è però a Felino, centro di fama per la produzione del tipico salame. Si prosegue a sud in direzione di Torrechiara, che si sviluppa sul greto del torrente Parma. Dapprima si incontra una badia benedettina edificata con il suo chiostro a fine 1400. Ma a catturare l’attenzione è il maestoso castello di Torrechiara, che si staglia sulla cima di una collina.
Questa zona è l’epicentro della Strada dei vini e dei sapori, che si sviluppa lungo quattro vallate (Val d’Enza, Val Parma, Val Baganza e Val Taro). La Strada del prosciutto e dei vini dei colli, è ancora oggi influenzata da una tradizione millenaria, che insieme alla passione e a un microclima favorevole permettono di produrre prodotti gastronomici di elevatissima qualità. Ecco allora Langhirano a tutti noto per il favoloso prosciutto. Chi non fosse ancora sazio di sapori e profumi, da Langhirano può deviare a sud-ovest per poco meno di 20 chilometri in direzione di Calestano, incontrando poco prima il piccolo centro di Fragno, rinomato per il tartufo nero o trifola.
Se da Langhirano ci si spinge invece ancora più a sud, si incontrerà Neviano degli Arduini, nel cui comprensorio è attiva da tempo l’oasi biologica del Monte Fuso, vera e propria filiera per la produzione del Parmigiano Reggiano biologico (informazioni: tel. 0521 345464). Un’ultima sosta a Montechiarugolo, prima e a Mamiano di Traversetolo poi concludono degnamente la giornata. A Mamiano in particolare, da non perdere la bella villa circondata da un parco che attualmente ospita la fondazione Magnani-Rocca (tel. 00521 848327; www.magnanirocca.it ).
In esposizione opere di pittori del calibro di Tiziano, Van Dyck, Claude Monet, Paul Cézanne, Giorgio Morandi. La collezione comprende anche antichi mobili e oggetti in stile impero. In alternativa, visita a Monticelli Terme, rinomato centro termale.
Si ”chiude in bellezza“ cenando alla Locanda della Moiana di Felino, locale di charme ospitato nella rocca del piccolo centro. In alternativa, sempre a Felino si trovano La Cantinetta, ristorante specializzato in piatti di mare o Pane e Salame, locale d’atmosfera che offre salumi sul tagliere, torta fritta, vari primi e un’ampia selezione di vini.