PRESENTAZIONE BUGATTI VEYRON
Montecarlo
In una serata estiva, nella suggestiva cornice di Montecarlo, un folto gruppo di invitati ha potuto ammirare in anteprima il prototipo aggiornato della Veyron, questa volta in movimento e probabilmente in configurazione vicina a quella definitiva.
La Bugatti Automobiles ha voluto organizzare una presentazione in grande, invitando da tutto il mondo per un weekend di giugno un folto gruppo di bugattisti ed anche una pittoresca selezione di possibili acquirenti. Naturalmente le due entità non si mescolavano molto: da un lato il solito circo cosmopolita degli appassionati, pronti a scambiarsi consigli su come regolare una frizione o su quale gradazione di candele usare, dall’altra volti non conosciuti dall’aspetto mediorientale o che esibivano incredibili ornamenti personali con brillanti taglia XXL. Bob King, anima e memoria storica dei bugattisti australiani, chiacchierando con un altro invitato apprendeva che lo stesso no, non aveva ancora una Bugatti, ma presto se ne sarebbe comprate un paio. No, non una Brescia o una 37 come Bob ingenuamente gli chiedeva, ma di Veyron naturalmente.
Alla fine di una cena sontuosa, sulla piazza del Casinò fra musiche, fasci di luce e fumi colorati la nuova versione dell’ultima nata della grande famiglia di nobili vetture scendeva maestosamente da una rampa appositamente installata e compiva tra gli applausi un paio di giri della piazza. Sorpresa: la vettura da 1001 cavalli è talmente silenziosa da sembrare mossa da un motore elettrico. La cosa ha creato un certo sconcerto tra i presenti, e ne è nata una discussione sull’opportunità o meno di rendere il motore più rumoroso. Le vetture presentate erano due: una con la colorazione blu scuro-blu chiaro, quella che ha girato; l’altra nera e rossa come quella già vista a Siena, in forma statica. Rispetto al prototipo visto a Siena si notavano lievi ritocchi: una diversa sistemazione del porta targa, due vistosi sfoghi d’aria sulle fiancate e la scomparsa degli ornamenti cromati dalle prese d’aria anteriori. L’ing. Bernd Pischetrieder, presidente del consiglio di gestione del gruppo Volkswagen intervenuto alla cerimonia, nel corso di una simpatica presentazione ci ha spiegato che le esigenze di raffreddamento del propulsore hanno costretto gli stilisti ad alcune modifiche del progetto originario. Per gli amanti dei numeri, il prototipo blu aveva il telaio WVWZZZ5BZ4WPZ0020; il numero del prototipo statico non era visibile.
Nonostante gli intoppi della vigilia, causati dalla sostituzione degli organizzatori decisa all’ultimo momento, e grazie anche ad un vigoroso aiuto fornito dai soci del BCI, la manifestazione si è svolta in modo perfetto. I bugattisti italiani hanno gentilmente concesso ben nove delle proprie vetture per una esposizione che si è svolta sulle terrazze del Casinò e nei giardini circostanti: tra le altre erano esposte le 16 valvole di Aldo Majno e Galeazzo Pecori Giraldi, la 32 Tank di Pietro Ratti, le 35 di Giulio Felloni e Franco Majno, la 40A di Ivano Frascari e la 49 di Oreste Giusfredi.
Abbiamo rivisto con piacere molti dei partecipanti del Bugatti International Meeting in Toscana, da Malcom Gentry a Rupert Marks, da Walter e Monica Rothlauf a Helmut Pende, da Henri Elchinger a Martin-Lukas Pfrunder. Mancavano per la verità alcuni “pezzi forti” del contingente francese, in quegli stessi giorni impegnati in un rally in Sicilia. Stavano forse facendo un sopralluogo su incarico di Franco?
Le manifestazioni di contorno hanno offerto l’opportunità di un’uscita in vela con Dennis Conner su Star and Stripes, reduce dalla Coppa America. Un’esperienza che, anche se purtroppo non assistita da un vento sufficiente, resta tuttavia memorabile. Forse anche per l’equipaggio, che ha potuto assistere ad una impeccabile lezione di vela quando Adriana Felloni ha preso il timone!
Ad alcuni bugattisti di lungo corso questa presentazione ha fatto tornare alla mente quella svoltasi a Versailles nel 1991, quando la Bugatti di Campogalliano ha presentato per la prima volta la EB 110. Anche allora gli Artioli organizzarono una cena memorabile e di gran classe, culminata con la presentazione in notturna della nuova vettura. Anche allora il nome Bugatti venne abbinato ad un prodotto che si è posto ai vertici della tecnologia e delle prestazioni, e che certamente avrebbe avuto miglior fortuna se fosse stato sostenuto da un gruppo delle dimensioni e della forza del gruppo VW.
Siamo fiduciosi che, questa volta, il successo non mancherà.
Grazie a tutti gli amici che hanno partecipato, a chi ci ha sostenuto, e allo staff che ha reso possibile questo evento indimenticabile.
… VIVE LA MARQUE!!!
GALLERY
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